
Sindrome da internet: quando navigare diventa un’ossessione e non più un passatempo.
Internet, e l’infinito mondo della rete, è divertimento, passione, lavoro, passatempo. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe diventato anche una malattia. Purtroppo è capitato e questo fenomeno si sta sempre più dilagando, in persone tra i 15 ed i 40 anni. Ma cos sarebbe questa “sindrome da internet? E come faccio a capire se sono stata contagiata? Una doverosa premessa: la dipendenza da internet è stata paragonata a chi fa abuso di alcool o droghe… Decisamente un paragone che mi permetto di reputare azzardato visto che le conseguenze di questi “vizi” sono decisamente immettibili sullo stesso piano e ritengo che sia razionale dare il giusto peso alle cose.
Tornando alla sindrome da internet, la stessa è stata studiata da medici americani e da uno psichiatra americano che ha definito patologica la necessità di collegarsi, sempre con maggiore frequenza, ad internet. Anche in Italia, dove internet ha cominciato ad espandersi nel 1997, sono state analizzate cause e conseguenze di chi vive un rapporto morboso con il proprio computer e con la propria connessione ad internet. Tra le principali cause di dipendenza da internet c’è la solitudine oppure l’insoddisfazione nel proprio rapporti di coppia o, in casi meno avvilenti, il fatto di lavorare o vivere lontano dai propri amici e parenti. Per la sindrome da internet sono stati valutati dei veri e propri sintomi, come prassi vuole per un’influenza: perdita del sonno causata dal restare fino a notte fonda collegati, arrivare perennemente in ritardo agli appuntamenti perché presi ad aggiornare il proprio profilo sui social network o per proseguire un dialogo in chat; essere fuori casa e pensare, con allarmante frequenza, a cosa stia succedendo sui blog, sui forum di nostra preferenza; rientrare in casa e correre immediatamente al pc per leggere cosa accaduto mentre non si era collegati; il non rendersi conto di quanto tempo viene trascorso navigando. Questi sintomi, derivanti da studi scientifici effettuati in prevalenza da psicologi e psichiatri, portano inevitabilmente alla diagnosi di “dipendenza da internet”. Ribadisco che trovo eccessivo paragonare questa dipendenza a quella verso altre forme decisamente più nocive per il nostro sistema fisico e mentale, tuttavia non è da sottovalutare e va analizzato il perché una persona preferisca passare ore davanti ad un computer a relazionarsi con persone, spesso anche sconosciute, piuttosto che uscire di casa a prendere un caffè con gli amici od a fare del salutare shopping! Mi permetto di dare un consiglio a coloro i quali, leggendo queste mie brevi righe, si dovessero essere riconosciuti nei sintomi da internet: io mi ci sono rispecchiata al 99% (il ritardo agli appuntamento fa parte dei miei difetti a prescindere dalla rete) e se ho voluto fare questo breve articolo è proprio perché mi sono accorta che mi stavo abbrutendo davanti ad un pc. Importante è la consapevolezza ed il rendersi conto che stare su internet è piacevole, intrigante ma, alla resa dei conti, più di un certo numero di ore diventa perdita di tempo, tempo che rubiamo ad attività decisamente più interessanti!
Fonte: www.megalab.it